Il Santuario della Madonna della Corona
Si trova in provincia di Verona, 774 metri di quota, sospeso tra cielo e terra, nel gruppo del Monte Baldo.
Il sentiero principale e storico per raggiungere a piedi il Santuario della Madonna della Corona è il Sentiero della Speranza (o Sentiero del Pellegrino / CAI 73).
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Lunghezza: circa 2,5 km (solo andata)
Dislivello: circa 600 metri in salita
Tempo di percorrenza: 2 ore
Non richiede attrezzatura alpinistica, ma è faticoso e con pendenza sostenuta
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Il santuario è il punto terminale del cosiddetto Cammino dei due Santuari, che inizia nel santuario della Pieve di Chiampo, attraversa sette valli delle Prealpi Venete e arriva al Santuario della Madonna della Corona.
Sabato 18 ottobre, dopo aver visto diverse foto di amici, siamo andati anche noi al Santuario della Madonna della Corona, in provincia di Verona. Ci siamo ricordati di avere notato questo santuario passando in autostrada nel mese di giugno e già allora si affacciava il desiderio di recarsi là per una visita.
Noi scegliamo il sentiero a piedi che sale con quasi 1800 gradini, chi non fosse in grado può recarsi al santuario dal soprastante paesino di Spiazzi, con meno strada a piedi o addirittura con navetta.
La partenza è dal paesino di Brentino Belluno, da lì parte la lunga scalinata (1740 gradini, alcuni dei quali scavati direttamente nella roccia) che sale lungo il versante del Monte Cimo. Prima di partire, poco fuori dal paese, possiamo vedere lassù il Santuario e immaginare la salita che ci attende.
Particolarmente spettacolare è il tratto proprio tutto di gradini, molto ripido e dotato di fune quale aiuto e sicurezza. A metà di questo tratto c’è una piccola grotta (Grotta della Pietà) con riprodotta la Madonna della Corona e alcune dediche.
Lungo il percorso troviamo le varie stazioni dei misteri del Rosario e incontriamo persone che percorrono la via recitando appunto il Santo Rosario.
>Cippi in marmo sono stati installati dal Comune di Brentino Belluno in occasione del Giubileo, con la collaborazione della Scuola d’Arte e Automazione del Marmo e degli alpini, e segnano il progresso della salita ogni 100 scalini.
Si incontra un primo bivio che conduce in breve a una croce posta su un terrazzino panoramico, una bellissima vista sulla Valle dell’Adige e sui Monti Lessini; purtroppo la giornata non è limpidissima, ma una tabella ci aiuta con i nomi dei monti. Poi incontreremo altri due bivi, uno dei quali conduce a un ponte tibetano.
Lungo il percorso lapidi commemorative e un tratto coadiuvato da un cavo
Quasi in cima il bosco si apre e offre la splendida vista del Santuario!
Una volta arrivati in cima, si attraversa il Ponte del Tiglio, dove arriva anche la via che scende dal paesino di Spiazzi (più comoda per chi non si sentisse di salire – e poi ridiscendere – tutti i 1800 gradini), si entra dalla Porta Medievale e si sale la scalinata della Via Matris Dolorosae, con i capitelli che rappresentano i 7 dolori di Maria.
Eccoci. Siamo giunti al Santuario con l’ultima scalinata da salire.
Alla base della chiesa vi sono molti locali, qui si trova la famosa Scala Santa da salire in ginocchio, la grotta degli Eremiti, un’altra cappella.
Entriamo in chiesa dove, terminata la Messa, il prete ci spiega la leggenda della Madonna della Corona (la troveremo poi scritta su un edificio nel paesino di Spiazzi), in particolare spiegando che il nome deriva dalla parola germanica Kron o crona, che significa “roccia, corona di roccia, parete rocciosa”. Quindi Madonna della Corona significa proprio che è un santuario scavato nella roccia e il nome non è affatto collegato alla corona che la Madonna reca sul capo. L’immagine è collocata sul fondo della chiesa ed è contornata da angeli, opera di Raffaele Bonente. La statua della Vergine con Bambino è collocata entro una corona di spine in bronzo ed è datata 1432. La data è riportata sul basamento assieme al nome del committente, Ludovico da Castelbarco.
La parete della navata sinistra e l’abside sono interamente scavate nella roccia. Qui si trovano una rappresentazione della Sacra Sindone e la “Pietra profumata“, un marmo intriso di olio di nardo, segno dell’essere cristiano (“Cristo” significa “unto” dal Signore).
Usciti dalla chiesa, piccola sosta al bar e poi, attraverso la galleria realizzata in occasione del Giubileo del 1922, saliamo alla fermata dell’autobus da dove si ha la vista ben conosciuta del Santuario.
Proseguiamo a piedi lungo la strada asfaltata su cui è collocata una Via Crucis monumentale, opera sempre di Rafaele Bonente, in circa 15 minuti di salita siamo al borgo di Spiazzi dove si trovano ristoranti, bar e una terrazza panoramica che offre una vista spettacolare sul basso Lago di Garda (ma la foschia oggi non consente una grande vista).
Da qui proseguiamo lungo un sentiero che percorre le pendici del Monte Cimo (sentiero C9 delle trincee del Monte Cimo) fino ad arrivare ad un altro splendido punto panoramico sul Santuario che ci soddisfa ampiamente perché il Santuario si vede per intero in una prospettiva magnifica. Troveremo scendendo dalla scalinata che ci riporta al ponte del Tiglio un altro bel punto di vista.
Felici ed appagati della nostra giornata e di avere conosciuto un luogo magico e sacro così bello e particolare, torniamo indietro ad affrontare la lunga discesa.
Al Malù Bar a Brentino meritata birretta accompagnata da un’ottima Pinsa romana!
Informazioni sulla storia del Santuario e altro:
- https://www.madonnadellacorona.it/presentazione-e-storia/
- https://www.guidaturisticamantovaverona.it/IT/LAGO-DI-GARDA/Visite-Guidate/santuario-madonna-della-corona.html
Testo e foto di Antonella Romagnoli e Pierandrea Barbujani – ottobre 2026










































